Come si è costruito il nostro modo di raccontare la complessità
Dal primo reportage sul Chips Act alle inchieste sui bacini condivisi, ogni tappa ha aggiunto un metodo: verificare i documenti, incrociare le fonti, tenere separate l'analisi dalla cronaca. Qui sotto le fasi che hanno segnato la redazione.
2019
Nasce la redazione
Tre giornalisti con percorsi diversi — politiche pubbliche, energia, dati — mettono in piedi un piccolo desk dedicato alle normative europee in ambito tecnologico. Il primo lavoro pubblicato riguarda i negoziati sul regolamento sui dati non personali.
2020
Il metodo delle fonti primarie
Adottiamo una regola interna: nessun articolo esce senza almeno due documenti verificabili a supporto. Iniziamo a costruire un archivio di testi normativi, verbali e comunicati istituzionali consultabile dalla redazione.
2021
Primo dossier sui semiconduttori
Seguiamo passo per passo l'iter del Chips Act europeo, confrontando gli obiettivi dichiarati con i tempi reali di autorizzazione degli impianti in Germania, Francia e Italia. Il dossier diventa un riferimento per chi lavora nella filiera.
2022
La geopolitica dell'acqua
Pubblichiamo la prima inchiesta sui bacini transfrontalieri del Nilo e del Mekong. Il lavoro ci porta a collaborare con ricercatori idrologi e a introdurre i dati satellitari tra le fonti abituali della redazione.
2023
Identità digitale e diritti
Apriamo un filone stabile sul regolamento eIDAS 2.0 e sui portafogli digitali europei. Seguiamo le criticità segnalate dalle autorità di protezione dei dati e le scadenze tecniche per gli enti attuatori.
2024
Una redazione distribuita
Il gruppo si allarga a collaboratori esterni tra Bruxelles, Roma e Berlino. Ogni dossier passa ora da una revisione incrociata: chi scrive non è chi verifica. La rassegna stampa settimanale diventa un appuntamento fisso per i lettori.
Sei anni di lavoro, un criterio che non abbiamo mai cambiato: prima i documenti, poi le conclusioni.